Noi operatori della salute facciamo presto a dire ai nostri pazienti come e cosa devono o non devono fare ma raramente ci soffermiamo sul “quando”. Eppure il fattore tempo è insito nella nostra fisiologia quotidiana e ha una forte influenza sulla salute e la malattia. Grazie agli studi in cronobiologia oggi sappiamo che una alterazione dei ritmi biologici interni, nota come cronodistruzione, può incidere negativamente sulla salute determinando lo sviluppo di sovrappeso, obesità, patologie cardiovascolari, disturbi del sonno, disturbi dell’umore ma anche alcune forme di neoplasie. Ma che cosa può provocare cronodistruzione? La mancanza di ritmo nelle nostre attività quotidiane. Ci vuole ritmo! Ci vuole ritmo, per esempio, per alternare ai momenti di assunzione di cibo, momenti e fasi di digiuno tra cui l’unico vero e lungo digiuno necessario alla nostra macchina umana quale quello notturno. Saltare i pasti o consumare cibo ad libitum a tutte le ore o mangiare di notte altera i nostri orologi biologici e crea cronodistruzione.  Ci vuole ritmo per alternare momenti di attività fisica e momenti di riposo; l’overtraining e la sedentarietà sono “desincronizzatori” dei nostri orologi biologici. Ci vuole ritmo per favorire l’alternanza tra sonno e veglia. Il sonno di per sé è un ritmo fatto di fasi REM e nonREM che per poter svolgersi nel modo migliore ha bisogno di condizioni che lo favoriscano e che rendano il sonno sereno e riposante. Nella nostra pratica clinica l’utilizzo di questionari validati e ben strutturati, di metodiche non invasive come la polisonnografia o il monitoraggio ambulatoriale pressorio delle 24 ore così come la valutazione di parametri salivari e plasmatici ci permette di  indagare sui ritmi del nostro paziente; di recuperare preziose informazioni che possono indirizzarci nella diagnosi, la cura e la prevenzione di determinate patologie. Un valido aiuto per impostare al meglio l’intervento sullo stile di vita ma anche l’eventuale terapia farmacologica. Sarebbe davvero un peccato non avvalerci della cronobiologia quando ci prendiamo cura della salute del nostro paziente.

Non è un caso che questo blog nasca nel periodo dei fiori, e ancor più nel periodo delle mimose e adesso scoprirete il perché. Tutti gli studi sulla cronobiologia hanno avuto inizio dall’osservazione del comportamento delle piante ma in particolar modo delle mimose. Lo scienziato d’Ortous de Mairan, astronomo e geofisico francese fece, nel ‘700, la prima scoperta della storia nel campo della cronobiologia. E lo fece proprio osservando una mimosa, la Mimosa Pudica. Si soffermò sulla sua capacità di aprire e chiudere più volte le foglie nell’arco della giornata. Beh, che novità! Tanti fiori lo fanno. Sono detti “eliotropi” proprio perché seguono il sole. Vi siete mai soffermati ad osservare i fiori? Pensate ai girasoli, per esempio, si chiamano così proprio perché seguono l’andamento del sole. Nelle ore di massima intensità di luce solare appaiono completamente aperti e girati verso il sole; quando la luce solare inizia a ridursi, verso sera, appaiono sempre più chiusi, alcuni persino si ripiegano su se stessi. E nel regno vegetale moltissime specie si comportano allo stesso modo. Probabilmente è la luce a dettare questo ritmo di chiusura e apertura! E in effetti anche il nostro scienziato era convinto dipendesse tutto dalla luce solare ma … eseguì un semplicissimo esperimento. Tenne al buio, ben chiusa in una scatola, per alcuni giorni la pianta e ne osservò, sbirciando di tanto in tanto, il comportamento. Ebbene, nonostante mancasse la luce, la mimosa continuava la sua attività ciclica di apertura e chiusura delle foglie nel corso della giornata con un ritmo uguale a quanto accadeva alla luce. Con questa osservazione e questo semplicissimo esperimento il nostro scienziato francese stava dimostrando per la prima volta la presenza in un essere vivente di un orologio interno in grado di dettare i ritmi di una sua attività indipendentemente dai fattori esterni. Jean Jacques d’Ortous de Mairan aveva messo, peraltro, a punto il metodo che, circa due secoli dopo, contrassegnò il vero inizio dello studio dei ritmi biologici.

Con questo articolo inauguro il mio blog “In armonia con i ritmi”. Inizio con il chiedervi come sia possibile che tutti ci alziamo più o meno al mattino e ci corichiamo alla sera. O come mai mangiamo a una certa ora e abbiamo bisogno di riposare a un’altra? Certo, esistono delle regole socio-culturali come gli orari di lavoro e della scuola, ma non è tutto qui. Ogni attività che svolgiamo, dal mangiare, al riposare, al fare attività fisica … tutto è segnato da un ritmo. E se ci pensate tutte le attività che svolge il nostro corpo sia quelle più facilmente percepibili come il battito del cuore e lo scorrimento del sangue nei vasi, come l’atto del respirare, le funzioni gastrointestinali (pensate per esempio al gro gro di uno stomaco che dice “ho fame!”) sia quelle meno percepibili come la termoregolazione, la regolazione della pressione arteriosa … si svolgono tutte secondo ritmi. Il direttore di questa grande orchestra di attività si trova all’interno del nostro cervello, al livello dell’ipotalamo: si tratta di un potente orologio in grado di scandire il nostro tempo fisiologico. Gli esecutori di questo grandioso alternarsi di ritmi, sono tanti piccoli orologi posizionati in ciascuno dei nostri organi; attraverso dei veri e propri “messaggeri” (ormoni e neurotrasmettitori), essi lavorano per far funzionare al meglio quella straordinaria macchina che è il corpo umano. Il fattore che più di tutti influenza questi ritmi è di certo l’alternarsi di luce e buio che segna il tempo nell’arco della giornata definendo i ritmi circadiani (nell’arco delle 24 ore) ma questi si inseriscono in una più ampia armonia che risente di ritmi infradiani (più lunghi di un giorno), circamensili (come il ritmo del ciclo mestruale della donna) o del ritmo lento e intenso con cui si susseguono le stagioni fino a ritmi sempre più ampi come quello circannuale. L’affascinante scienza che studia tutto questo si chiama cronobiologia, dal greco “χρονος”, che vuol dire tempo, e “βίος –
λόγος”, che è lo studio della vita. Con questo blog vi accompagnerò alla scoperta e approfondimento di tutto questo.



Autore: Dott.ssa Gloria Barraco